Uva rossa

Turismo del vino: quale ritorno per il territorio?

Tra le città del Vino Cesanese e la Val di Comino

Se in passato l’enoturismo era considerato una sorta di appendice della filiera vino come veicolo di promozione e vendita, in una terra come la Ciociaria, in cui non si riesce a far decollare né il proprio prodotto nè il turismo, queste eccellenze dovremmo sfruttarle come punto di partenza  sullo sviluppo del territorio. Su queste consapevolezza si basa il XIII rapporto sul turismo del vino in Italia, delle Città del Vino, presentato all’interno della convention nazionale dell’Associazione: quattro giorni (22-25 giugno) tra Torgiano, Montefalco e Orvieto.

Tra le città del Vino Cesanese del Piglio e la Val di Comino tra le cantine del Cabernet Atina doc. Il nostro territorio è ricco di unicità, tra tesori d’arte e specialità enogastronomiche inimitabili. Si parte dalla capitale del Cesanese “Anagni città dei papi” si snoda tra le cantine e le città d’arte del vino Cesanese del Piglio d.o.c.g. Acuto, Paliano, Piglio e Serrone. Il percorso si completa tra le cantine e città d’arte della Val di Comino, Alvito, Atina, San Donato, il Lago di Posta Fibreno e Campoli Appennino, la città del tartufo e dell’orso marsicano.

Come creare un percorso enogastronomico di successo, come si deve migliorare questo settore, e con quali strategie,  insieme a Ciociaria&Cucina Excellence…

Tre giorni  sono soltanto il primo assaggio…si apprezzeranno, i profumi, i sapori e l’arte di un territorio “unico ed inimitabile”.

La Ciociaria, dovrà diventare capitale del turismo tra Roma e Napoli

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *