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Il “cibo” aiuta anche a essere liberi

Condizione di chi ha la possibilità di agire senza essere soggetto all’autorità o al dominio altrui, nel dizionario della lungua italiana è così descritta la parola LIBERTA’.

Per due anni consecutivi ho lavorato con altri colleghi all’interno della casa circondariale dei Frosinone nel progetto SFIDE, con corsi di pasticceria. E’ stata un’esperienza TOCCANTE, FORMATIVA e soprattutto di CRESCITA PERSONALE.

Al contrario di quel che si possa pensare al di fuori di un carcere, all’interno di questi istituti c’è molto rispetto per le persone e tra le persone.

Purtroppo per partecipare a questi corsi, c’è stata una sorta di selezione, obbligatoria, ho detto “purtroppo” perché per queste persone partecipare ad un corso specialmente tecnico-pratico vuol dire acquisire una visione più positiva verso il futuro.

Un emozione unica vedere queste che ti ascoltano attentissimi come dei bambini curiosi, e notare in loro una passione che cresceva di giorno in giorno; da sottolineare la capacità di apprendimento, a metà corso sono stati in grado di fare l’intera preparazione e produzione completamente da soli, indice di sicurezza, buona volontà e amore… soltanto con questi ingredienti si può completare questo percorso.

L’esperienza di due anni, all’interno di questo istituto, si può paragonare a 10 nella vita di tutti i giorni.

Questa è stata la parte positiva del percorso, ma una volta entrato in sintonia con loro, notare i cambi di umore, per aver ricevuto una notizia negativa dal proprio avvocato o che, un loro caro non ha potuto fare visita, anche per noi operatori diventava un momento di tristezza.

L’unica cosa di cui ho rammarico, è di non aver potuto continuare con loro, dopo il corso, un progetto lavorativo al quale tenevo tantissimo, soltanto così l’opera di reinserimento poteva essere completa.

In questa esperienza, soprattutto di vita, non sono mai entrato nel merito di giudicare questi uomini, e consiglio a tutti quelli che avranno l’occasione di entrare in contatto con persone in difficoltà di non guardare il loro passato, ma contribuire per un “loro” futuro di LIBERTA’.

Lo storico saggista Israeliano Yuval Noah Harari nella sua opera “Da animali a dèi“, dice così:

Circa tredici miliardi e mezzo di anni fa, materia, energia, tempo e spazio scaturirono da quello che è noto come il Big Bang. La storia di queste caratteristiche fondamentali del nostro universo si chiama fisica.

Circa trecentomila anni dopo la loro comparsa, materia ed energia cominciarono a fondersi in complessse strutture chiamate atomi, che poi si combinarono a formare molecole. La storia degli atomi, delle molecole e delle loro interazioni si chiama chimica.

Circa tre miliardi e ottocento milioni di anni fa, su un pianeta chiamato Terra, certe molecole si combinarono venendo a formare strutture particolarmente articolate e complesse chiamate organismi. La storia degli organismi si chiama biologia.

Circa settantamila anni fa, gli organismi appartenenti alla specie Homo sapiens cominciarono a formare strutture ancora più elaborate chiamate culture. Il successivo sviluppo di queste culture umane è chiamato storia.

 

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